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LASCIATEMI SOGNARE

foto e parole di Pino© Lasciatemi sognare E se sprofondo, Nel profondo del buio dell’anima; Nero come l’abisso più fondo Del più alto oceano. E se m’innalzo, Nel silenzio di un pensiero; Sommesso come un cielo tetro e nero Infranto dal temporale fragoroso Del cielo più tempestoso... Lasciatemi sognare ancora Strappatemi la cruda realtà dalle mie carni E lasciatemi le mie paure, tentazioni, illusioni I miei sentimenti, gioie, emozioni. Lasciatemi sognare ancora Per non sprofondare Nel buio della mia anima; Lasciatemi sognare... Per non inabissarmi Nel “nulla” dell’umanità. Pino Palumbo 19 giugno 2018

LASCIAMI GUARDARE

Lasci ami guarare Stai ferma così... Non aprire gli occhi E lascia mi immaginare I tuoi pensieri,  I tuoi sogni. Stai ferma così... Col viso chinato A mostrare di tre quarti Il tuo dolce profilo, Le tue labbra socchiuse . Stai ferma così... Socchiudi appena gli occhi E lasciami  intravederne  Il verde smeraldo E il loro dolce sorriso. Stai ferma così... Con il loro sguardo sul mio E lascia che della loro dolcezza Mi invadino E della loro sens ualità M’inebrino. Stai ferma così... Chiudi ancora gli occhi E lasciami sfog liare Tutti i tuoi pensieri,  Tutti i tuoi sogni, ...I tuoi desideri.. . Pino Palumbo  7 novembre 2017

LA SEDIA VUOTA

A mio padre. Buon compleanno. Oggi avrebbe compiuto 84 anni.  La sedia vuota È tristezza, solitudine e malinconia. È il ricordo di un'assenza, il desiderio di una presenza. È bisogno di compagnia. È favola per un dolce sonno, O veglia a ccanto ad una malattia.  È ciò che resta di chi è andato via: l'angolo di saggezza di un nonno, la dolcezza d'una nonna che sferruzza, la tenerezza della mamma, che al seno all'atta e il riposo d'un padre che ci accomoda, la sua stanchezza.  È luogo d'incontro, di dialogo;  di confessioni tra "antiche" amiche che rendono a volte, la vita tedia; ed è finanche attesa ...la sedia.  Pino Palumbo  26 agosto 2017

CONGRATULAZIONI DOTTORE

Ti guardo Luca e penso ad un bimbo con un sorriso radioso, uno sguardo di chi "te la sta facendo sotto il naso".  Ti guardo e penso a quel bimbo che doveva "spaccare i fanali  delle sue macchinine", perché gli sembravano più fighe!  Ti guardo e penso a lui che intento compone un puzzle o crea  con i mattoncini della lego.  Ti guardo e nei tuoi occhi vedo ancora lui! Lui che è diventato… prima un ragazzo e ora un uomo; che ha saputo programmarsi  il futuro, che ora è diventato il suo presente.  Un presente di cui potrà essere orgoglioso… un presente che ci rende fieri di lui;  un presente che sarà il passato di un futuro ancor più radioso  e che ci renderà sempre più orgogliosi di lui… e che lui per primo, dovrà esserne fiero.  Quel bimbo, quest’uomo, ha raggiunto un traguardo che non è  un punto di arrivo, ma di partenza. Già, la linea di partenza per  traguardi altrettanto esilaranti e meritevoli d’ammirazi...

ESPLOSIONE D'UNA STELLA

Esplosione d'una stella Un frastuono assordante Rombo che logora Dilania il pensiero Sconquassa la mente Ed è esplosione... Esplosione d'una stella  Ti scaglia nell'infinito E in solitudine rimbalzi In un immenso senza lati In un antro senza angoli Ed è esplosione... Esplosione d'una stella Frantuma il tuo viso In miriadi di lucenti schegge Che trafiggono gl'occhi E accecano i sentimenti Scompari per sempre  ...E resta il niente. Pino Palumbo  18 maggio 2016