Parole: Graffiti che sporcano ... se non son d'autore i muri dell'esistenza! ©Pino Palumbo

19/03/15

SALA D'ATTESA


Sala d'attesa

 Quante ore e giorni della nostra vita abbiamo trascorso in fila e in coda nei posti più svariati. Alle poste, in banca, ai caselli autostradali,  alle casse dei supermercati e dal medico. Già! la classica "sala d'attesa del medico" ...dove devi andare a prendere il numero parecchie ore prima per poter avere un consulto, una visita o semplicemente una ricetta per le medicine. E quante volte ci siamo arrabbiati per l'attesa! O abbiamo visto pazienti "impazienti" perché il loro turno era ancora lontano?
 Questa sala d'attesa è silenziosa e nessuno è impaziente! Qui vedo persone che silenziosamente attendono il loro turno, come se non avessero niente di meglio da fare. Già! Proprio così... Cosa possono avere di meglio o di più importante? Nulla...
 Dalla finestra dell'ottavo piano, osservo il mondo e la sua umanità, che da quassù sembra sproporzionatamente piccola, muoversi frenetici. In questa sala d'attesa invece, osservo le persone che la occupano e i loro volti e ne scorgo alcuni tristi, altri che tradiscono speranza. Qualche volto disegna espressioni di rinuncia, altri semplicemente di stanchezza. Ma nessuno esprime impazienza o irritazione per l'attesa. E' una sala d'attesa di malinconia, ma certamente anche di speranza. E' una sala d'attesa di accompagnatori dai procurati sorrisi per chi sta loro accanto. E' una sala d'attesa di conforto, dove tutto scivola lentamente, senza fretta. Dove camici bianchi armoniosamente e laboriosamente si muovono tra i pazienti "pazienti" e portano a spasso qualche palmo sopra...i loro sorrisi.
 Qualcuno la sua dose di speranza la riceve su un lettino, altri non troppo comodamente in poltrona e altri ancora la portano in giro sopra un trespolo d'acciaio... appesa ad un braccio. Qualcuno non la riceverà nemmeno. Sarebbe bello per un po di tempo ritornare a rivedere quei camici bianchi ed i loro sorrisi, mentre ricevi la tua porzione di speranza, ma ci si consola almeno averli potuti gustare, quei sorrisi, almeno una volta ...in questa probabile ultima sala d'attesa.
Ritorno a osservare la minuscola umanità che si affanna nelle strade sottostanti. Le voci della sala d'attesa, poche e sommesse a dire il vero, sembrano allontanarsi sempre più ...ed è in quel momento che percepisco appena una voce che, dopo aver pronunciato il suo nome, lo invita ad accomodarsi.  La stessa voce qualche attimo dopo, eterno per la verità, rimbalza ovattata e distorta, quasi incomprensibile, sulle pareti dello studiolo e della mia mente,  intanto che gli nega la sua opportunità.  Poco più di un'ora di sofferenza repressa, respinta, deglutita per non farla apparire. Certo! ...qui gli accompagnatori devono avere una buona scorta di sorrisi per chi sta loro accanto!
 Peccato... lui non avrà la sua razione di speranza, ma ha avuto almeno la sua parte di ..."malinconici sorrisi"... in questa non probabile ma certa, ultima sala d'attesa...

 19 marzo 2015                                                                               Immagine da: Google*

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14 commenti:

  1. Buongiorno Pino,
    io credo che la vita sia un purgatorio, fatto di tante e tante sale d'attesa, con rari momenti di spensieratezze.
    Con questa testimonianza così sofferta, hai confermato la tua sensibilità d'animo.
    Buona giornata e buon onomastico.

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    1. Grazie Antonio per l'amicizia che esprimi anche qui pubblicamente.

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  2. Qualche volta mi sembra che alcune persone sole, vadano dal medico solo per avere un pretesto per socializzare e chiacchierare con chi è in attesa di una visita, questi sono i pazienti che mi fanno tenerezza.
    Vedo che hai nuovamente lasciato libero accesso al tuo blog.
    Auguri di buon compleanno Pino
    enrico

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    1. Grazie molte Enrico per gli auguri.

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  3. L'importante è non essere soli in quella sala d'attesa, avere qualcuno che ti tiene la mano è importante.
    Anche io in questi giorni ho avuto la mia dose di sala d'attesa ma niente di positivo.
    Buon compleanno Pino e ricordati: su quella strada accompagnalo sempre con un sorriso.
    Un abbraccio

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    1. Le tue parole sono sempre cariche di sensibilità Xavier...e per questo per me molto preziose.
      Ti abbraccio.

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  4. Ti abbraccio Pino. E vorrei donare un abbraccio anche a chi accompagni.
    Mari

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  5. Ciao Pino, anche io sto spesso in ospedale e so cosa significa... almeno lo immagino, visto che nel letto ci sto io e mia mamma è quella che aspetta.
    Ti sono vicina e ti prego, cerca di sorridere perchè noi che siamo i "pazienti" di sorrisi non ne vediamo mai.
    Ancora auguri, ti abbraccio.

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    1. D'ora in poi immagina che lì al tuo fianco ci sia sempre anche un mio sorriso.
      Grazie Mel.
      Un abbraccio.

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  6. Sapessi quante file ho fatto la settimana scorsa in varie autostrade. Andata e ritorno (quasi 2.000 km in quattro giorni) per andare a Mestre. Purtroppo dovevo farlo perché è deceduta mia madre e non potevo certo mancare all'ultimo saluto. Aveva 98 anni e mezzo ed è morta tranquillamente nel suo appartamento senza particolari dolori e senza subire operazioni da parte di chirurghi. Questo quindi è un palliativo al dolore che, malgradotutto, resta sempre dentro di me. Buonanotte.

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    1. Ti rinnovo anche qui il mio dispiacere per la perdita della tua mamma.
      Un caro saluto Elio.

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Leggerlo sarà per me un piacere. Grazie.