Parole: Graffiti che sporcano ... se non son d'autore i muri dell'esistenza! ©Pino Palumbo

04/12/14

IL POTERE ANNIENTA LE NOSTRE ILLUSIONI?



E' meglio vivere un giorno da leoni o cento da pecore? Se volete guardiamola in questo modo: E' meglio vivere cento illusioni o poche certezze?
Io dico che sarebbe meglio "partorire" mille illusioni e cercare di trasformarne il più possibile in certezze!
Per questo bisogna però evitare di subire il potere. Il potere che può su di noi esercitare il nostro vicino di casa fino a finire a chi ci governa. Qualcuno può pensare: "Che legame ci può essere tra "il vicino di casa e chi ci governa" ...relativamente al potere?

C'è eccome!
In termini giuridici si potrebbe definire il potere come la capacità, la facoltà... ovvero l'autorità... di agire, esercitata per fini personali o collettivi.
In generale il potere riguarda sostanzialmente la capacità di influenzare i comportamenti di gruppi umani o singoli individui. 
Il potere è la possibilità che un individuo, agendo nell'ambito di una relazione sociale, faccia valere la propria volontà.
In politica il potere pubblico è "la consegna ad uno o ad alcuni della capacità (riconosciuta legittima) di stabilire regole per tutti, di imporre a tutti il rispetto di queste regole o in conclusione di prendere decisioni obbligatorie, in fatto o in diritto, per tutti".

Il potere è spesso, anzi quasi sempre direi, legato al denaro. Spesso si reprime, si annienta, si scavalca qualsiasi dignità e altrui personalità, per possederne e accumularne più possibile.

Gli elementi che danno riconoscimento al potere sono: l'autorità e le sanzioni. Le sanzioni si possono intendere non solo in denaro, ma sotto forma di ritorsioni. La sanzione è importante perché fa scattare l'elemento psicologico della paura e la paura può bloccare ogni tipo di volontà e di azione.

Il potere per esistere, oltre a questi elementi, deve appoggiarsi sull'obbedienza.
I fattori dell'obbedienza sono:
* la paura delle sanzioni e delle ritorsioni
* l'interesse personale di chi obbedisce
* l'identificazione psicologica col governante
*l'esistenza d'indifferenza per cui determinate situazioni ci lasciano "neutrali" perchè, apparentemente, non ci riguardano, non ci coinvolgono
* la mancanza di fiducia in se stessi e di una forte volontà
* la tendenza ad evitare qualsiasi responsabilità
* l'abitudine...

L'obbedienza è sicuramente un elemento determinante se legato all'autorità. L'obbedienza all'autorità, o semplicemente a chi detiene e impone il potere,  può essere all'origine della distruttività umana. 
Se si analizzano gli effetti dell'obbedienza, si può asserire che i governi dipendono molto dalla disponibilità della gente ad obbedire e che, con azioni non violente, ben organizzate e con precisi obiettivi, si può influenzare pesantemente ogni tipo di potere costituito e, in casi estremi, ridurlo all'impotenza.

Se tutto ciò lo si riporta a rapporti individuali, ecco che capiamo quanto tutto questo possa essere anche utile a non farsi sopraffare da chi ci governa,  da chi ci dirige sul lavoro o da un conoscente (magari del web) e perché no? ...dal nostro vicino di casa. 

  • Impariamo ad utilizzare il nostro intelletto
  • Impariamo ad avere fiducia in noi stessi
  • Impariamo ad avere stima di noi stessi e di conseguenza ne avremo dagli altri e gli altri ce l'avranno di noi!
  • Impariamo a non obbedire perché abbiamo paura, perché ci conviene, per indifferenza o peggio per abitudine e quindi è più comodo.
  • Sostituiamo l'obbedienza con il rispetto!  ...e che sia reciproco. 

Cerchiamo di vivere ogni giorno con la consapevolezza che noi e solo noi possiamo fare in modo che molte delle nostre illusioni e delle nostre aspettative, si realizzino!  Ma solo se non subiamo il potere di chicchessia...se non il potere dei nostri sogni!

Immagine da: Google


18 commenti:

  1. Io reggo poco l'autorità anche perché il rispetto reciproco è troppo spesso assente.

    Buona giornata!

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    1. Oggi il rispetto manca persino nelle piccole cose tra noi individui e c'è chi ...d'autorità ne approfitta!
      Ciao. Buon fine settimana

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  2. Buongiorno Pino,
    condivido tutte le tue riflessioni, ma mi piacerebbe sapere quale avvenimento in particolare le ha originate ;-)
    Un caro saluto e buon w.e.

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    1. Beh...è già molto gratificante che tu condivida "tutte le mie riflessioni" vuol dire che non ho scritto castronerie.
      Non c'è nessun episodio in particolare Giovy! È che sono abbastanza stanco di vedere quotidianamente praticare esercizio di potere. A partire dai nostri politici, dai giornalisti che biecamente li supportano nel loro esercizio. E intorno vedo solo una certa ubbidienza, attiva o passiva, di comodo o per abitudine e svogliatezza.
      Ma l'esercizio del potere è ancora più insopportabile quando lo si vede tra individui comuni, persone che dovrebbero relazionarsi con rispetto reciproco e invece ci si cerca di prevaricare per un nonnulla.
      Si è arrivati alla totale mancanza di rispetto e pensiamo di risolvere (vincere) con l'autorità! Dimenticando che ..."l'autorevolezza" ...è un'altra cosa. Qual'è quindi l'avvenimento mi chiedi? C'è l'imbarazzo della scelta intorno ad ognuno di noi.
      Grazie per la domanda Giovy, mi hai dato la possibilità di ampliare il mio concetto.
      buon fine settimana.

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  3. Ho letto con attenzioni le tue profonde riflessioni, che condivido nella loro essenza...
    Sono persona armoniosa e tranquilla e rispetto, in modo equo, tutto ciò che ritengo giusto, senza
    esasperare, col pensiero, quei poteri che si allontanano dalla mia ottica di vita...
    Buona giornata,Pino e un sorriso,silvia

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    1. Grazie per la tua condivisione Silvia.
      Spesso è il potere (o soprattutto chi lo detiene) che "esaspera" le persone armoniose come te ...e non solo!
      Ciao. Grazie per il tuo intervento.

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  4. Caro Pino, io sto fuori da ogni parere, dico solo che si sta andando verso il buio completo.
    Buon fine settimana caro amico.
    Tomaso

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    1. Hai ragione Tom, ma dobbiamo cercare di riaccendere la luce.
      Grazie per la tua preziosa e costante presenza.
      Buon fine settimana

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  5. Condivido ogni parola, tanto più che ho una forma d'idiosincrasia per le gerarchie, l'autoritarismo ed il potere, in generale, specialmente se esercitato con spocchia e in malafede.
    Non ti nascondo che anche a me piacerebbe sapere da cosa nasce questa tua riflessione.
    Hai fatto storie col tuo caposcala? ^__*
    Un caro saluto e buona serata.

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    1. Apprezzo la tua totale condivisione Antonio e vedo che anche nella idiosincrasia per le gerarchie, l'autoritarismo ed il potere abbiamo delle similitudini di pensiero.
      Per quanto riguarda la domanda che mi poni ed essendo la stessa di Giovy, non ti offenderai se per "cavalleria" ho risposto a lei, piuttosto che a te. Un gentiluomo come te...approverà senz'altro.
      Ciao Antonio e grazie per l'intervento.

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  6. Ciò che sta accadendo in questi ultimi tempi e che coinvolge tanti che hanno avuto il nostro mandato,ci porta a determinate riflessioni sul potere mandatario e non arbitrario,che ciascuno di noi ha affidato a chi pensavamo ci potesse rappresentare......il potere non deve esercitarsi attraverso una mera obbedienza o cieca accondiscendenza,ma bensì riscuotendo rispetto per la consapevolezza che le regole emanate (perché sviscerate , analizzate e condivise da una pluralità che ci rappresenta) devono essere viste come sinonimo di alta civiltà e di maturità di un popolo che nel rispetto delle stesse difende la propria libertà fisica e morale.
    Ciao ti auguro un buon w.e.

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    1. Vedi, cara Cettina in questi periodi la mera ubbidienza è però presente in tutti i livelli sociali, politici e istituzionali.
      Quando si riesce a ottenere larghi consensi senza aver messo in pratica nulla o quasi, di quello per cui si è riposta la fiducia e si è concesso il mandato a rappresentare, allora o sei fiducioso fino al midollo o si è ubbidienti, magari passivamente, per stanchezza.
      Ma non avrei voluto solo che suscitasse solo considerazioni politiche il post....
      Grazie cetty per la tua considerazione fi spessore.
      Ciao

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  7. Basterebbe ricordarsi che siamo noi cittadini i detentori del potere. Siamo noi che deleghiamo a rappresentarci degli individui che sappiamo disonesti, indagati, condannati, implicati in giri loschi.
    Se c’è una cosa che mi fa arrabbiare è la frase qualunquistica: ”Tanto poi rubano tutti!”. BALLE! Una persona disonesta non farà mai l’interesse del Paese. Se uno è disonesto lo si isola e non lo si vota, è inutile lamentarsi dopo.
    Buon fine settimana
    enrico

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    1. Credo che tu non mi attribuisca le "lamentele a posteriori" perché non è il senso di questo post...tutt'altro.
      Io non dono così sicuro che i veri detentori del potere siamo noi! Così dovrebbe essere in effetti in una repubblica "democratica" ma poi finisce che le persone che si scelgono a rappresentarci fanno tutt'altro che mettere in pratica ciò che han promesso durante i proclami prelettorali. E comunque non esaudiscono le esigenze, spesso vitali...esistenziali, dei cittadini.
      Anch'io come te odio fortemente quel luogo comune qualunquista! Se non altro non accettiamo o proponiamo chi sappiamo a priori essere LADRI.
      Nel tuo pensiero Enrico, hai condiviso molte delle motivazioni all'obbedienza da me descritte e quindi condivido gran parte del tuo pensiero...soprattutto don d'accordo con te che molti milioni di italiani (e io non dono tra quelli) non dovrebbero "lamentarsi dopo" ma avrebbero dovuto pensarci prima.
      ciao Enrico.
      Grazie per essere intervenuto

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    2. Mi scuso per l'intrusione e aggiungo che mi spiacerebbe moltissimo se l'amico Enrico dovesse fraintendermi, ma sono d'accordo con Pino.
      Noi diamo la preferenza a candidati, che sembrano esenti dai difetti ricordati nel post: sicumera, arroganza, e autoritarismo, ma veniamo puntualmente smentiti dai fatti, dunque è vero che il potere non siamo noi, ma coloro che di volta in volta lo occupano, trasformandosi spesso in despoti e menefreghisti.
      Un cordiale saluto e buon w.e.

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  8. La prevaricazione e la superbia...per carità!!!

    Se non siamo onesti tra di noi, come possiamo pretendere la correttezza e la coerenza di chi ci governa?

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  9. Certamente Gianna dovremmo cominciare ad esserlo tra di noi!... Ma questo non esclude che corretti e coerenti ed io aggiungerei onesti soprattutto, lo dovrebbe essere almeno chi ci governa... E anche qui aggiungerei "soprattutto"
    ciao Gianna
    un abbraccio

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  10. Mi fa piacere che le mie riflessioni abbiano stimolato un piccolo e garbato dibattito, nonostante gli interventi vertano a termini politici. Lo capisco perché in questo periodo storico del nostro paese tutti nutriamo una certa preoccupazione...le mie considerazioni erano però rivolte ad un più ampio proponimento dell'argomento potere. Abbiamo un po tutti, volontariamente o meno, tralasciato le situazioni quotidiane, sociali e relazionali rispetto al potere. Anche in questo modo si possono capire quali sono gli interessi o le preoccupazioni di ognuno di noi, in certi momenti.
    Grazie a tutti per essere intervenuti.
    buona domenica.

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Leggerlo sarà per me un piacere. Grazie.