Parole: Graffiti che sporcano ... se non son d'autore i muri dell'esistenza! ©Pino Palumbo

31/05/13

LA LINGUA CHE CI ACCADE - DI KRILU' - RECENSIONE

Ho finito finalmente la lettura del libro "La lingua che ci accade" della Società Poetica di Ravenna, pubblicato dalla “Società editrice Il Ponte Vecchio". Comincerei col dire che, poeticamente parlando, è una lettura che arricchisce.
Le nove Autrici scrivono in una forma poetica coinvolgente ed appassionante i loro versi via via che il ritmo dell'argomento lo richiede. Le loro poesie sono intervallate dal racconto del loro viaggio, un viaggio di racconti di vita, anche personale, di poesia o meglio della poesia. Un viaggio che le fa incontrare prima e ritrovare poi… nella poesia, la loro passione comune, il loro filo conduttore.

Il loro scrivere, dicevo, è di una forma poetica coinvolgente ed appassionante, a volte tradizionale, a volte innovativa. Come  ad esempio in "Giardini di gesso" di Roberta, dove allo splendore dei versi senza "fronzoli", diretti e schietti, quasi senza una "logica grammaticale" proprio a far risaltare l'essenzialità del contenuto, affianca un'impaginazione particolarmente esplicita come per voler guidare il lettore nelle pause e nelle cadenze delle parole stesse. Lo stesso possiamo dire di "Affacciati alla finestra" di Monica. Sorvolando sul contenuto fantastico, è lodevole la scrittura anche qui a risaltare la cadenza dello scritto anzi direi del..."detto"…proprio perché suddividendo il testo in due colonne come ha fatto lei, si ha l'impressione di leggere di un dialogo a due, come in un alternarsi di pensieri "detti" e pensieri "pensati" se non proprio esplicitamente di assistere al dialogo tra figlia e madre. Prendiamo ancora la ..."senza titolo"...Sul filo di un pensiero...di Maria. Dalle parole splendide e ben rappresentate dal modo in cui è stata impaginata e dal testo che secondo me riassume tutta l'opera, il viaggio di queste Poetesse:
"Sul filo di un pensiero parole d'ambra Le nostre parole di luce vissute nel tempo s'incontrano e sono perle che si fanno collana di poesia”. Ed è scritta che a guardarla sembra davvero un pendolo di perle fatto collana! Eccezionale!
Il loro scrivere non è solo tradizionale e innovativo, perché a volte lo trovo addirittura, oserei dire, "sperimentale". Con "Fuori Porta" le Autrici assemblano vari versi di poesie scritte da ognuna di loro portando il lettore a considerarlo come un testo unico e addirittura scritto da una sola mano, pensato da una sola mente, una mente poetica sopraffina e raffinata. Sono pezzetti che sembrano essere (anzi sicuramente lo sono) scritti antecedentemente all'idea stravagante di assemblarle poi. Già quello che tradizionalmente dovrebbe, potrebbe essere il titolo, è qualcosa di "diverso" : 

FUORI PORTA
?

Oltre le porte dei codici, dei canoni, delle regole
verso una Società poetica

OLTRE PORTA

SOPRA

OLTRE

ALTROVE

do
ve
?


No, non sono impazzito! è proprio scritto così, con questi caratteri e spazi, impaginato così! E questo lo trovo geniale! Io che amo a volte "giocare" nelle mie poesie con le parole, con i caratteri e impaginazioni "diverse", non sono mai arrivato a tanto e rabbrividisco un po', positivamente.
Tutta la poesia è poi scritta e impaginata con questa "genialità" accattivante e facendola sembrare come dei "ritagli di pezzetti di fogli che ognuno ha strappato dal proprio quaderno di poesie per poggiarlo li su quelle pagine!" per comporre un puzzle poetico, senza però decidere prima l'argomento, ma costruendolo man mano. Non vorrei però risultasse riduttivo soffermarsi sulla forma e sul modo in cui questo piccolo poema è stato scritto. FUORI PORTA ha dei versi sublimi che sembrano davvero pensati da una sola persona e questo rafforza il concetto di condivisione e coesione poetica che hanno le nove autrici.
Tutto il libro mi sembra voler essere un esperimento, con l'intenzione di rendere ancora più esaltante il viaggio, l'incontrarsi a scadenze quasi abituali, un incontro tra poetesse che fanno della poesia quasi una ragione di vita; o forse fanno della vita ... "la poesia".

Sono molte le poesie che mi hanno colpito e affascinato e non vorrei stilare qui una sequenza di recensioni dettagliate di ogni singola composizione ma, come sto facendo, desidero esprimere le mie considerazioni e il mio gradimento a tutta l'opera che trovo, lo ripeto: coinvolgente, affascinante, riflessiva anche, con un pizzico di coraggio, da parte delle curatrici, per una impaginazione non canonica.
Questo non mi esime però dal segnalare alcuni versi che mi hanno particolarmente intrappolato in una spirale di sensazioni.

Personalmente penso che la poesia debba riuscire a catturare la mia fantasia e, farmi fluttuare tra spazi immaginari e in questi versi di Miriam come non perdersi tra le parole: "...oggi i pensieri sono pieni di sabbia e il cuore non sente più l'orizzonte..." C'è un suono, una poeticità stravolgente! Se poi i versi riescono a non essere confinati ad un amore conosciuto, ma addirittura prevederlo questo amore, sentendolo già forte e immancabile come nella commovente poesia di Roberta dove esprime il suo amore già esistente per una figlia "non ancora nata!" con dei versi che, leggendoli, ti tolgono il fiato e con la mente sembra quasi di ..."rotolare"... da un inizio molecolare (dentro l'utero) fino ad una visione enorme e grandiosa della vita, della terra e del mondo! a mio avviso c'è racchiusa tutta l'essenza della vita.
Rileggendo le mie riflessioni mi accorgo che spontaneamente ho già esternato apprezzamenti per lo scrivere di Roberta. Monica, Maria, Miriam e quindi credo che seguirò con l'esprimere le mie emozioni ricevute dai versi delle altre coautrici.
Sono spesso prodigo nel comporre versi osservando dipinti o fotografie e quindi non posso che apprezzare lo stesso intento di Rosanna nella sua poesia “La barca” composta lodevolmente osservando l’immagine riproposta nel libro e il passo finale “…S’invola un gabbiano d’argento e passa nel cielo un brivido segreto.” lo trovo…sognante! Nel paragrafo ”DISCORSO D’AMORE” ho molto apprezzato, per la sua non convenzionale elaborazione, la poesia di Maria Laura, “Della relazione metafisica”. Versi riflessivi, con un interrogativo ripetuto al quale però l’autrice da delle risposte, le sue risposte, che io leggo rapito: "”Ma perché gli amanti si cercano quando si cercano. E stanno insieme? …Perché loro sanno ancora dire…Perché loro sanno andare…Perché loro ancora sanno… Che il tempo dell’amore risveglia/ e fa sbocciare in trasognata figura/ del reale. Che ci rivela l’Inconoscibile/ Mentre naufraghiamo/ nell’oltremare. Della realtà. E’ la definizioni d’amore più “azzeccata” che io abbia mai letto o sentito. Mentre una delle poesie d’amore più belle da me lette è “Amore io non so” di Benedetta. Lì viene ben descritta la contrapposizione a cui ci impone l’amore, sempre di fronte a due alternative: caldo e freddo, assenze e presenze, sonno e sogno…e come non perdersi in una definizione come questa: “…attraversiamo il deserto dei giorni/ e la passione dell’essere/ con un’ala di bellezza ci sfiora.” Molto nostalgica e riverente al bello del passato è, per me, “E’ vent” della poetessa Lea. Letta in dialetto (ma chissà quanto vicina è la mia pronuncia!…tanto nella mia mente solo io l’odo! e nessuno ne può ridere…) ne posso solo apprezzare la musicalità. Leggendola però nella traduzione in calce, sono emozionato dai bei versi che raccontano un piccolo pezzetto di vita passata e qui li condenso: “…le voci che solo il cuore ricorda./ Fila la nonna davanti al focolare/ racconta una favola/ Litiga il fuoco col vento/ e io ogni tanto soffio/ sul ciocco… E’ una scena che man mano che si va leggendo la poesia, si materializza davanti ai miei occhi e mi sembra di viverla in prima persona.
Carla Castellani conosce e ricorda, credo, i miei versi dedicati alla mia mamma e quindi come non apprezzare la sensibilità e, al contempo, il dramma della perdita della sua nella poesia "Sei partita". In essa Carla descrive con così tanta angoscia gli ultimi istanti vissuti insieme alla sua Mamma che la commozione attanaglia la gola e il cuore; anche chi, fortunatamente, non ha ancora subito le atrocità di questa perdita, può comprendere appieno tutto il dolore e lo smarrimento che si prova! La delicatezza invece con il quale ne vuole descrivere la bellezza d'animo e l’immagine in vita, accostandola ad un'ape e al suo ambrato miele, la troviamo in "A me né ape, né miele". Dopo aver forse, secondo me denunciato il rammarico per non aver mai scritto niente finché è stata in vita, termina la poesia con una strofa che è una domanda: "...Saprò trasmutare in verso fedele/ il volo dell’ape dorata/ il caldo colore del miele/ per ricreare l’immagine amata/ di colei che la vita mi diede?" Bene credo che la risposta possa solamente essere: sì! Carla hai dato certamente testimonianza della bontà di chi ti ha dato alla luce! Mi deve scusare infine Carla se, dopo comunque averla letta nello scritto originale proprio per apprezzarne le rime e la musicalità, per comprendere “La mi ca” scritta nel suo dialetto ravennate, ho dovuto utilizzare la sua traduzione a piè pagina. L’ho trovata nostalgicamente intrisa di ricordi della vita che è stata. In essa racchiude uno spaccato di vita di tutta un’epoca. Bellissima la strofa: “…i nostri giocattoli erano solo…la fantasia…”. Quanti giocattoli anch’io ho avuto…di quel genere…ne ho avuti centinaia di giocattoli di…fantasia! e qui scende una lacrima!
Bene, credo di non aver dimenticato nessuna delle Autrici e se l’ho fatto non me ne voglia! Ho scritto le mie emozioni guardando soprattutto a quale poesia me le stava regalando e non a chi l’avesse scritta!

Carla in una frase, che ho molto apprezzato, del suo scritto d'accompagnamento al volume,  mi scrive: “…so che, per la sensibilità poetica che dimostri ampiamente nei tuoi versi, potrai apprezzare…questo nostro lavoro…”. E come non apprezzare Carla, quando la poesia dei nostri cuori la si alimenta con questa poesia!?
E se continuiamo a tessere ... "Sul filo di un pensiero, parole d'ambra. Le nostre parole di luce, vissute nel tempo, s'incontrano e sono perle, che si fanno collana, di poesia."
Continuiamo davvero ad emozionarci, ad emozionare, con un pensiero...con le nostre parole d'ambra...le nostre perle...le nostre collane...le nostre poesie...le nostre vite!

Ringrazio le nove Autrici per l’emozioni che mi hanno trasmesso. Grazie Carla  per l'opportunità che mi hai dato di leggere questo libro e grazie a voi che avete avuto la pazienza di leggere fino in fondo le emozioni da me provate leggendolo.

31 Maggio 2013 - Pino Palumbo


Per il rispetto artistico e dell' intimo personale delle autrici chiedo, se qualche mia espressione qui scritta potesse ledere o anche solo infastidire il proprio animo, di segnalarmelo! interverrò immediatamente nella modifica o eliminazione.

9 commenti:

  1. ciao Pino, grazie per questa bella recensione del libro, leggendo si sente tutto il tuo entusiasmo, interessante come modo di scrivere, non banale, le cose originali e un po' diverse catturano la nostra attenzione, perche'riescono ancora a stupirci e farci vivere emozioni mai immaginate, il pezzo che hai messo sembra infatti un pensiero, un appunto da sviluppare, complimenti alle autrici, buon week end a presto rosa .))

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  2. Caro Pino, un grazie di questo bellissimo post!
    La poesia è la linfa che ci fa sognare e vivere sereni!!! Ciao e buon fine settimana caro amico.
    Tomaso

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  3. Una presentazione davvero interessante, di un libro, che, a tuo dire, Pino, ha delle caratteristiche innovative ed emozionanti, in un percorso poetico, piacevolissimo nella sua lettura.
    Buon fine settimana e un caro saluto, silvia

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  4. Una bellissima presentazione che invoglia alla lettura...fai intendere che sono tutti versi coinvolgenti e già solo questo è molto allettante.
    Di certo le autrici, di loro conosco solo la cara Krilù, saranno contente di quanto hai scritto su loro.
    Bene, ti auguro un buon fine settimana salutandoti caramente

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  5. Mamma mia che stupenda recensione Pino… vi si leggono tutte le emozioni provate…
    Complimenti a te e alle autrici per essere state tanto abili a suscitare tanto entusiasmo in te.
    Buon fine settimana Pino

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  6. Grandioso post!
    Leggendo certi versi ho provato emozioni vere!
    Hai fatto un ottimo lavoro!
    Buon fine settimana da Beatris

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  7. bella recensione che ci stimola a leggere...ciao, a presto!!!

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  8. Carissimo Pino, scusami se arrivo solo ora a commentare questo tuo post che mi trova profondamente commossa ed emozionata per la tua lusinghiera recensione al libro di cui sono co-autrice. Ti scriverò, spero prestissimo, una e-mail per spiegarti il motivo della mia scarsissima presenza sul Web in questo periodo per me alquanto tribolato. Mi spiace che la mia defezione sia coincisa proprio con la pubblicazione delle tue impressioni successive alla lettura del libro, che potrebbe esserti sembrata da parte mia una manifestazione di scarso interesse. mentre invece non ho parole per esprimerti la mia riconoscenza per la approfondita disamina e valutazione del nostro lavoro.
    Non si può certo dire che tu ne abbia fatto una lettura superficiale, visto che nulla ti è sfuggito del nostro "sentire" e delle nostre intenzioni nel voler pubblicare questo volume. Lettori come te sono quanto di meglio possa augurarsi un autore.
    Riporterò l'intera tua recensione alle mie amiche/poete e sono certa di poterti già qui trasmettere anche i loro grati ringraziamenti.

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Leggerlo sarà per me un piacere. Grazie.